Napoleone: eroe o tiranno? La risposta a Palazzetto Bru Zane

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Bonaparte, Jacques-Louis David

Napoleone: tiranno oppure leader rivoluzionario? O, addirittura, eroe? Nel bicentenario della morte dell’imperatore francese, nato il 15 agosto 1769 in Corsica da una famiglia di origini toscane, torna questo dibattito storico, sempre aperto, sulla controversa figura del Bonaparte.

Gli aneddoti, le leggende e le false credenze (non è vero, ad esempio, che fu lui a portare la Gioconda in Francia, e neanche che fosse così basso o che avesse la fobia dei gatti) createsi intorno all’imperatore, spesso distraggono dalle grandi verità che lo riguardano, sia in negativo (si pensi al ripristino della schiavitù nelle colonie francesi) che in positivo, come le importanti innovazioni e la diffusione dell’arte e della cultura, di cui godiamo ancora oggi.

Così anche Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française di Venezia, che ha come missione la riscoperta e la diffusione a livello internazionale del patrimonio musicale francese, in occasione di questo anniversario “gioca” con questo eterno interrogativo quale pretesto per il titolo di un festival, quello della stagione 2021/2022, dedicato alle musiche composte durante l’epoca di Napoleone, più precisamente nel periodo tra il 1795 e il 1815.

Palazzetto Bru Zane, concerto


6 concerti, dal 25 settembre al 12 novembre,
per scoprire se anche la musica, composta e suonata tra l’anno dell’ascesa dell’imperatore francese e quello della sua sconfitta, sia espressione di questa dualità: eroica o tirannica. Ma anche un’occasione unica per ascoltare un repertorio raro di un periodo storico dimenticato della storia della musica (offuscato forse dall’avvento di Beethoven) che però ha portato Parigi a diventare capitale musicale europea.

Mentre l’Opéra ha il sostegno dell’imperatore per ragioni politiche, lo sviluppo di una scena lirica italiana a Parigi è legato al gusto personale di Napoleone per la musica transalpina, nato appunto durante la sua infanzia in Corsica e consolidatosi dopo la campagna d’Italia. La presenza del belcanto nella capitale all’inizio del XIX secolo non è una novità: a partire dal 1752, una troupe di cantanti italiani si esibisce occasionalmente sulla scena dell’Académie royale de musique. Tuttavia, questo tipo di attività diviene permanente solo a partire dal 1801, sotto il nome di Opera Buffa, poi di Théâtre de l’Impératrice. Abituato a scoprire le opere straniere in traduzione, il pubblico parigino può ora ammirare i capolavori di Cimarosa, Paisiello, Paër e Mozart nelle loro versioni originali. L’occupazione del territorio italiano favorisce la circolazione delle partiture e degli artisti verso questo “Théâtre-Italien”.

«Si dice sempre che Napoleone abbia portato via l’arte all’Italia, – commenta il direttore artistico di Palazzetto Bru Zane, il musicologo Alexandre Dratwicki – ma lui, oltre ad aver creato il conservatorio, ha portato il “Théâtre-Italien” a Parigi, ha introdotto nella capitale francese compositori come Paisiello e Spontini. E se l‘Opéra è diventata così importante è perché Napoleone ha voluto valorizzarla ed elevarla agli occhi di tutta l’Europa».

I programmi dei concerti renderanno, quindi, onore a compositori quali Hélène de Montgeroult, Hyacinthe Jadin e Étienne-Nicolas Méhul. L’inaugurazione del festival, in programma alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista il 25 settembre alle 19.30, vedrà protagonista il soprano olandese Judith van Wanroij e il Quartetto Cambini-Paris in un repertorio che illustrerà l’effervescente laboratorio operistico che si sviluppò a Parigi all’inizio del Primo Impero tra compositori francesi e italiani.

Palazzetto Bru Zane, giardino

Si proseguirà, quindi, domenica 26 settembre con un recital del pianista Philippe Hattat che affronterà brani del repertorio pianistico che oscillano tra classicismo e romanticismo. Il festival continuerà con altri programmi per pianoforte solo, per duetto di chitarre, ma anche per quartetto d’archi e per trio d’archi, formazione, quest’ultima, molto presente nell’età dell’impero, ma che poi sparisce completamente dal 1815 fino 1900.

Quattro conferenze racconteranno gli aspetti curiosi legati alla figura di Napoleone: dalle sue predilezioni culinarie alle sue capacità di “influencer” fino ai legami con il cinema. Una conferenza, in collaborazione con l’Archivio di Stato di Venezia, illustrerà documenti a riprova di come l’amministrazione napoleonica si sia incardinata nel Regno d’Italia. A corredo del festival, un’esposizione accoglierà i visitatori al piano terra del Palazzetto Bru Zane: ai ritratti dei compositori più celebri del tempo, si affiancheranno le riproduzioni dei luoghi della musica e di alcuni frontespizi di partiture significative.

Per accedere al Palazzetto Bru Zane è obbligatorio esibire il green pass. Tutte le informazioni e il programma in dettaglio nel sito di Palazzetto Bru Zane.