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Le Gallerie che non ti aspetti. Tiepolo, Piazzetta, Strozzi, Guardi, Giordano, Pietro da Cortona, Lama, Longhi, Ricci nei nuovi saloni del Seicento e Settecento

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©G.A.VEArchivio fotografico, foto di Matteo De Fina–su concessione delMinistero della Cultura-Gallerie dell’Accademia di Venezia

Basterebbero i numeri per lasciare a bocca aperta: una preziosa selezione di 63 opere, in parte mai esposte prima d’ora o mai ammirate nella veste attuale, alcune delle quali si trovavano in depositi; 800 metri quadrati di spazi espositivi; un’incredibile tela del Tiepolo lunga, da sola, oltre 13 metri; interventi di restauro realizzati per l’occasione da parte di 12 ditte specializzate e 31 restauratori. E, aggiungiamo noi, mille ostacoli da superare creati dalla pandemia. Ma sono le opere stesse, poi, a togliere il fiato, sia per la loro inafferrabile bellezza, che per il loro inestimabile valore, quanto per le sorprese che celano nei loro strati di colore. Storie incredibili di commissioni, ritrovamenti, acquisti, recuperi, lasciti, ricollocazioni.

Stiamo parlando dello straordinario percorso espositivo dedicato alla pittura a Venezia e nel Veneto nel Seicento e Settecento inaugurato il 31 agosto 2021, alla presenza del Ministro della Cultura Dario Franceschini, presso i monumentali Saloni Selva-Lazzari, interamente riallestiti, al piano terra delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Un percorso che va così ad ampliare la più importante collezione d’arte veneta del mondo.

©G.A.VEArchivio fotografico, foto di Matteo De Fina–su concessione del Ministero della Cultura-Gallerie dell’Accademia di Venezia

Tra i capolavori restaurati, il Castigo dei serpenti di Tiepolo, la tela lunga più di 13 metri, appunto, proveniente dalla Chiesa dei Ss. Cosma e Damiano di Venezia; la splendida Deposizione di Cristo dalla croce dell’artista napoletano Luca Giordano, esposta per la prima volta all’interno della collezione permanente; la vivace scena di Erminia e Vafrino scoprono Tancredi ferito di Gianantonio Guardi, unica tela di un ciclo di 13 ispirato alla Gerusalemme liberata di Tasso, rientrata in Italia dopo un iter collezionistico complesso; la Parabola delle Vergini sagge e delle Vergini stolte di Padovanino, presentata per la prima volta in assoluto al pubblico e riallestita a soffitto com’era originariamente; o la Giuditta e Oloferne dell’anticonformista pittrice veneziana, ancora tutta da riscoprire, Giulia Lama.

©G.A.VEArchivio fotografico, foto di Matteo De Fina–su concessione del Ministero della Cultura-Gallerie dell’Accademia di Venezia

«Con questa iniziativa – ha sottolineato il direttore Giulio Manieri Elia, che ha curato il progetto insieme alla vicedirettrice Roberta Battaglia e a Michele Nicolaci – le Gallerie diventano il luogo privilegiato, nel panorama mondiale, per conoscere un tassello importante e ancora poco noto della storia dell’arte, in particolare della pittura a Venezia e nel Veneto nel Seicento, che per la prima volta viene rappresentata in museo con uno spazio interamente a essa dedicato». Il nuovo allestimento è stato definito “Le Gallerie che non ti aspetti”, ma anche “Un museo nel museo” perché gli spazi espositivi sono stati predisposti per far comprendere l’evoluzione artistica della scuola pittorica locale, restituendo circolarità al percorso espositivo al piano terra con un anello di congiunzione tra la prima sezione, inaugurata nel maggio 2015, e l’ultima, aperta nel gennaio 2016.

©G.A.VEArchivio fotografico, foto di Matteo De Fina–su concessione del Ministero della Cultura-Gallerie dell’Accademia di Venezia

L’impresa ha potuto contare sul generoso sostegno di Venetian Heritage, organizzazione no profit impegnata nella salvaguardia e nella promozione del patrimonio culturale veneziano, che già finanziò i lavori per l’allestimento permanente delle prime quattro sale del piano terra nel 2015, e che ora ha finanziato l’intero allestimento e importanti restauri. Altri interventi sono stati finanziati dal Ministero della Cultura, da Intesa Sanpaolo e da società private nell’ambito del progetto Rivelazioni” di Borsa Italiana. Un’attenzione particolare, poi, è stata riservata all’impianto di illuminazione dell’allestimento, completamente rinnovato sostituendo le luci a incandescenza con quelle a tecnologia Led secondo il progetto in collaborazione con iGuzzini Illuminazione, in grado di rispondere alle sfide illuminotecniche e di dare un prezioso apporto al risparmio energetico.