Parchi storici e giardini, un occhio al Climate-Change

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Villa Trissino Marzotto, Fontana Ottagonale

Un’indagine Adsi, Associazione Dimore Storiche Italiane, svolta sui legami tra dimore storiche e giardini, dimostra quanto questi elementi di architettura del verde costituiscano un valore aggiunto al patrimonio culturale di ville, villini, case e palazzi. Varie elementi e scelte possono portare a cambiamenti nel bene e nel male: il Climate Change è uno di questi.

E’ su questo interessante focus si è concentrato l’incontro “Tutela e valorizzazione del patrimonio paesaggistico: giardini storici e contesti di villa” organizzato dalla sezione Veneto di Adsi con la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le Provincie di Verona, Rovigo e Vicenza.

L’incontro, organizzato a Palazzo Giardino Giusti, si è aperto con i saluti del Sindaco di Verona portati dell’Assessore alle Strade ed ai Giardini del Comune di Verona, Marco Padovani che ha evidenziato l’interesse della città per la valorizzazione degli spazi verdi. A seguire è intervenuta Laura De Stefano, Vice Presidente Uscente Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della Provincia di Verona e Luca Crema Presidente Federazione Regionale Ordini dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali del Veneto. 

A introdurre il cuore della giornata è stato Vincenzo Tinè, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza ricordando che questo di oggi è il secondo incontro di un ciclo, organizzato con Adsi sez Veneto, che si chiuderà a Dicembre. 

A moderare il dibattito Wolfgang von Klebelsberg, architetto, presidente di Adsi sezione Trentino Alto Adige che ha sottolineato “l’origine paradisiaca del giardino e l’etimologia del termine giardino, ma anche sulla realtà del luogo fisico e fragile, bisognoso di conservazione, manutenzione e continua cura”. Senza dubbio questi parchi storici secolari devono fare i conti con una necessaria strategia di valorizzazione e la problematica globale del climate change: “davanti a questo, che alla fine è un patrimonio collettivo nazionale, serve organizzare quello che sarà il futuro”. 

Adsi riunisce i proprietari di Dimore Storiche private: “una straordinario museo diffuso che vale a livello nazionale 45 milioni di visitatori all’anno – ha ricordato Giacomo di Thiene, Presidente Nazionale Adsi, intervenuto al convegno – e si tratta di un sistema culturale che va promosso e preservato; questo incontro di oggi ci ricorda che dobbiamo costruire una forte sinergia tra proprietari, architetti e Sopraintendenza per capire come gestire oggi e in futuro questi beni unici. E poi c’è la necessità di investire in competenze,: architetti, paesaggisti, artigiani. Avere gruppi di lavoro fatti con staff competente significherebbe anche ridurre i tempi della burocrazia”.  

Le Dimore Storiche sono un ‘bene pubblico’ e per il futuro ci attendono importanti sfide: sul fronte della valorizzazione, della difesa della biodiversità, della lotta ai cambiamenti climatici – recente la devastazione di Giardino Giusti – senza dimenticare i valori intangibili legati al benessere psico-fisico che questi giardini offrono.

Livia Imperiali, comproprietaria di Giardino Giusti, ha reso con chiarezza le mille problematiche relative alle gestione e cura di un complesso monumentale come quello del Giardino e Palazzo Giusti. “Ci siamo affidati all’università di Bologna con cui stiamo lavorando ad un progetto che ci porta ad una gestione razionale del Giardino rapportato al tempo moderno. Un esempio: secoli fa era normale avere molte a disposizione lavoravano solo al giardino. Oggi sarebbe insostenibile. Per non parlare del problema legato ai cambiamenti climatici. E’ chiaro che alla fine siamo tutti molto impreparati sul fronte della gestione di questi beni. A Verona, per fortuna, abbiamo una Sopraintendenza molto preparata”. 

Giovanna Battista, proprio per la Soprintendenza, ha evidenziato le attività in atto sul fronte della tutela, valorizzazione, fruizione dei giardini storici che devono si essere si al passo con le necessità dei tempi ma restare coerenti rispetto al contesto dove si trovano: “nel valore del bene culturale risiede la specificità locale perciò non possiamo avere dei giardini ‘All You Can Eat’. Quindi nel restauro di un giardino bisogna tenere conto della specificità dove ci si trova”.

Ulteriori aspetti sono stati toccati dagli altri ospiti. Tra questi anche il tema della didattica nei giardini grazie all’intervento di Maria Giulia da Sacco di Villa La Valverde che propone unprogetto interessante: “Educare nel Bosco” una forma di laboratorio esperienziale – riservato ai più piccoli – nato proprio dalla valorizzazione di terreni attorno alla dimora. 

Giovanna Alberta Campitelli, Vice Presidente Associazione Parchi e Giardini d’Italia, ha illustrato criteri e metodi di intervento nei giardini storici tra restauro, ripristino e ricostruzione. Annachiara Vendramin è Consigliere nazionale Associazione italiana di Architettura del Paesaggio,ha parlato della manutenzione programmata del giardino storico in relazione alle emergenze attuali. Mentre Daniele Zovi, già Generale dei Carabinieri Forestali, ha messo l’accento sulla progettazione della manutenzione del verde in aree tutelate.