Il 2021 é arrivato, star bene la parola chiave dell’anno nuovo

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Vedere il capodanno di Whuan, cittadina nota per essere stata la culla natale del Coronavirus, mi ha fatto chiudere il 2020 con il rosico (complice il fuso orario li il Capodanno é arrivato molto prima che da noi). Dalla Cina é partita la pandemia, il Covid 19, ed in Cina ad oggi sembra che tutto sia già finito. Stiamo parlando di due mondi diversi con un concetto di libertà diverso. Fatto sta che i “wuannesi” questo Capodanno se lo sono vissuto in piazza.

Il mio Capodanno? Diverso dal solito. In auto verso la diretta, radio e tv. Per le strade nessuno a parte una decina di auto, due metronotte e alcune pattuglie di Carabinieri e Polizia, oltre ad un paio di ragazzini (forse ubriachi) a bordo di monopattini (temperatura 2 gradi).

Il resto del mondo a casa a riscoprire la lentezza in un fine anno che non ci ha obbligato ad inseguire l’apertivo, il cenone, i festeggiamenti dell’ultimo secondo. Per la prima volta, dopo veramente tanti anni, ci siamo trovati insieme, in pochi, con consapevolezza per l’anno che verrà.

Il mio non vuole essere l’elogio alla lentezza ma l’invito a riscoprire uno stile di vita migliore. Che può essere fatto di eventi, feste e stare insieme. Ma senza obblighi dettati da un sistema. Per fare questo il primo passo è spazzare via il virus maledetto. Poi puntiamo allo star bene. Ed è proprio questa la parola chiave del 2021 che é appena cominciato.