Venezia: il caffè Florian compie 300 anni ma resta chiuso

Tempo di lettura: 2 minuti

Lo storico Caffè Florian di Venezia, dove hanno sostato ed erano di casa poeti, intellettuali, politici e stelle del cinema, il luogo dove nacque, nel 1893, la Biennale, compie oggi 300 anni ma potrebbe essere l’ultimo compleanno.

Era il 1720, quando l’imprenditore Floriano Francesconi aprì la  bottega di caffè in Piazza San Marco che avrebbe chiamato “Alla Venezia Trionfante”. L’inaugurazione doveva essere il 26 dicembre, per l’inizio del Carnevale che allora cadeva in quei giorni, ma per intoppi burocratici fu spostata al 29 dicembre.

«‘Ndemo da Florian!» (andiamo da Floriano!) dicevano i veneziani in dialetto e così nel tempo la bottega prese il nome conosciuto oggi in tutto il mondo.

«In genere il nostro fatturato è di circa otto milioni e mezzo, ma quest’anno non abbiamo incassato sei milioni e mezzo» spiega Marco Paolini, amministratore delegato della società Sacra che gestisce il celebre locale di Venezia e gli altri due in Taiwan.
«Lo Stato ci ha dato come sostegno 160 mila euro, mi domando se ci stanno prendendo in giro. Essendo un’azienda con un fatturato nel 2019 superiore a cinque milioni non abbiamo potuto beneficiare di diverse agevolazioni. (…) La pandemia ha colpito tutti, non capisco queste differenze».

Il Florian, oggi, sopravvive grazie all’impegno dei soci e alle banche e ad oggi non si conosce una data di apertura. Se il «Se il Florian chiudesse – continua Paolini – non si perderebbe solo un Caffè, ma una pagina fondamentale di storia della civiltà europea, in cui si sono vissute idee, personaggi e aneliti imprescindibili di libertà».