L’Arte della Domenica: “La Venere degli stracci” di Michelangelo Pistoletto

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Michelangelo Pistoletto, "La Venere degli stracci"
Michelangelo Pistoletto, "La Venere degli stracci"

È una delle più note installazioni del maestro protagonista dell’arte povera degli anni Sessanta e Settanta del Novecento. La statua di una Venere classica è rivolta verso un cumulo di stracci a forma di igloo. La scultura si trova di fronte gli abiti che impediscono agli osservatori di vedere la parte anteriore. Venere, dea romana dell’amore, simbolo di bellezza e di fertilità, richiama l’arte classica italiana. L’artista mette a confronto, così, l’idea classica e ordinata di bellezza con il cumulo scomposto di abiti dismessi. La sua intenzione è quella di interpretare concetti contrapposti attraverso accostamenti di oggetti ormai in disuso. Per la Venere Pistoletto utilizza un modello in gesso ricoperto con vernice contenente polvere di mica per rendere la superficie più brillante.
Un’interpretazione curiosa è quella di una bambina che, in visita presso il museo nel quale l’opera era esposta, l’ha definita “Una signora indecisa su quale vestito mettere”.