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Giornata Nazionale Dimore Storiche: in Triveneto le ville fanno sold-out anche con la mascherina

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Castello San Salvatore
Una delle dimore storiche aperte: il Castello San Salvatore a Treviso

Bilancio positivo per la decima giornata delle Dimore Storiche in Triveneto organizzata dall’associazione Adsi. Sold-out sostanzialmente per tutti i turni di visita delle dimore private e dei giardini che oggi avevano programmato l’apertura gratuita in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.

Ordinati, armati tutti di mascherina, i visitatori si sono presentati alle porte di castelli, ville e palazzi con la evidente consapevolezza di trovarsi davanti ad una opportunità rara: visitare capolavori dell’architettura non sempre aperti al pubblico nonché accolti, spesso, direttamente dai padroni di casa.

Nessun problema dal punto di vista delle norme anti-covid: gli ampi spazi a disposizione hanno consentito naturalmente il distanziamento sociale; ogni dimora inoltre è stata attrezzata a norma con disinfezione mani e misurazione della temperatura all’ingresso.

In Veneto

“Ora – spiega il Presidente di Adsi Veneto, Giulio Gidoni – serve lavorare per difendere questo patrimonio: dobbiamo operare in sinergia per consentire di mantenere in perfetta forma estetica questi immobili e valorizzarne la fruizione”. Sono 29 le dimore che hanno aperto il Veneto: dalla Batteria Sant’Erasmo, sull’isola omonima, a Venezia al il Castello di Thiene e villa Valmarana ai Nani a Vicenza; e ancora la Casa degli Specchi a Padova, Villa Tiepolo Passi a Carbonera (Treviso), il Castello San Salvatore a Susegana (Treviso). Le aperture in Veneto sono state organizzate anche in collaborazione con l’associazione delle Ville Venete presieduta da Isabella Collalto.

In Friuli Venezia Giulia

La Presidente di Adsi Friuli Venezia Giulia, Teresa Perusini, ha sottolineato che questa della Giornata: “è l’occasione per sensibilizzare sul ruolo che le dimore storiche hanno avuto nel passato e continuano ad avere oggi, non solo sotto il profilo socio-culturale ma anche economico creando un volano turistico rilevante. Siamo felici che in molti oggi abbiano colto l’opportunità di visitare gratuitamente 18 tra palazzi, castelli e ville della nostra regione che non sempre sono visitabili. Un viaggio tra architettura, territorio e saper fare. Perché, è bene ricordarlo, attorno ad ogni dimora gravita un mondo di figure professionali – dagli artigiani ai restauratori, dai giardinieri ai maestri vetrai – che, assieme ai proprietari, mantengono in vita questi beni senza tempo”. Tra le dimore che hanno aperto in Friuli Venezia Giulia il Castello di Villalta, Villa Attems a Lucinico, Villa Pace a Tapogliano, Villa Vitas a Strassoldo; Palazzo de Gleria a Povolaro. E molte altre.

In Trentino Alto Adige

Originale l’iniziativa proposta da ADSI Trentino Alto Adige Südtirol che, in collaborazione con il socio Comune di Ala, ha proposto l’evento “I Giardini dei Palazzi di Ala – Gioiello Barocco del Trentino”.
“Le visite, in forma di passeggiata guidata della durata di circa un’ora e mezzo” ha spiegato il Presidente di Adsi Trentino Alto Adige Südtirol,  Wolfgang von Klebelsberg. “L’apertura dei giardini privati costituisce un segnale di lento ritorno a una normalità, forse ancora lontana, ma sempre più vicina. L’iniziativa ci consente di far conoscere alcune realtà storiche della città di Ala, luogo che nel suo passato sei-settecentesco aveva vissuto una notevole floridezza economica dovuta all’industria del velluto di seta”.

Alla giornata hanno partecipato Claudio Soini, il Sindaco di Ala; Roberto Pancheri della Soprintendenza per i Beni Culturali della Provincia di Trento, Wolfgang von Klebelsberg, Presidente della Sezione Adsi Trentino Alto-Adige Südtirol. Ad intrdurre le peculiarità dei giardini storici di Ala Francesca Bertamini, architetto specializzato in paesaggio e giardini storici.