Le mamme non vanno in vacanza

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le mamme non vanno in vacanza

Le mamme non vanno in vacanza o meglio vanno in vacanza, ma non sono in vacanza. Il “lavoro” del genitore, tra virgolette perché come paragone viene a volte usato male non si tratta di lavoro in senso stretto, ma di scelta, responsabilità e cambiamento non conosce pause né tantomeno vacanze. E se si è mamme, specie se da poco, non importa quanti libri tu abbia letto o quanti corsi tu abbia fatto, i dubbi e quella sensazione di non essere mai abbastanza sono comunque presenti. In quest’ultimo periodo, ma non solo, la sensazione che mi viene presentata più frequentemente è quella della paura di non riuscire a gestire una giornata fino in fondo iniziando già con le batterie scariche. Spesso da sole.

Arriva il mattino, magari dopo una notte insonne o con frequenti risvegli per il neonato e la sensazione è di sconforto totale e di paura di non riuscire a gestire l’intera giornata.

Il problema principale non è solo il sonno e quindi la stanchezza fisica ma anche quella mentale. Il pensiero di dover gestire un neonato per una giornata senza avere la certezza che le proprie energie saranno sufficienti.

Ecco le dritte più utili per affrontare quei pensieri:

  1. Ognuno di noi fa il meglio che può con gli elementi che ha. E questi elementi non sono uguali per tutte le persone ma rendono ogni situazione a sé e quindi non giudicabile dagli altri. Non c’è un’unica via per crescere bimbi felici ed essere genitori appagati ma ognuno può e deve costruire la propria.
  2. Le altre mamme ci sembrano tutte competenti e noi ci sentiamo come le uniche ad avere difficoltà e a non sapere da che parte girarci. Ma non è così, siamo tutte nella stessa barca.
  3. Comunica con il papà spiega quello che stai affrontando, quello che provi, le tue preoccupazioni. La soluzione va trovata insieme, è giusto che entrambi vi facciate carico della gestione del bambino e della gestione della giornata. I papà fanno fatica a capire la fatica della gestione esclusiva del bambino specie se sono fuori casa al lavoro.
  4. Liberati alcuni file mentali. Non pensare che basti dire a qualcuno di stendere la lavatrice per non averne il peso. Certo ci si libera della fatica fisica, ma bisogna liberare anche quella mentale. Un piano di divisione dei compiti di casa può aiutare.
  5. Chiedi alle persone che possono darti una mano. Richieste precise senza paura del giudizio, se sono amici veri saranno felici di aiutare senza giudicare. Esempio chiedi all’amica appassionata di cucina se ti prepara delle lasagne da tenere in freezer.
  6. Frequenta altre neo-mamme. Un parco, un corso o un ritrovo in biblioteca andranno benissimo. Non dovete diventate le migliori amiche dell’universo, ma il condividere quest’esperienza vi mette già sulla buona strada.
  7. È comune trovarsi a pensare “ma chi me l’ha fatto fare” anche se l’hai voluto con ogni fibra del tuo corpo. Poi sorride.
  8. Ce la si fa sempre. Scrivitelo sullo specchio del bagno, in cucina, in camera e come sfondo del telefono.

Vuoi saperne di più sulle mamme non vanno in vacanza? Leggi il nostro articolo “Sarò una brava mamma?”

La rubrica Come Stai
Di questi tempi il nostro cervello si affolla di questioni: casa, famiglia, bambini, lavoro,  futuro. Perciò abbiamo pensato di mettere a vostra disposizione la nostra psicologa psicoterapeuta che settimanalmente affronterà temi di interesse comune e risponderà alle vostre domande. Altre info le potete leggere sul libro Bimbi si nasce, genitori si diventa
Gaia Paiar vive a Treviso ed è psicologa, psicoterapeuta e psicologa forense.
Keywords: psicologa, neomamma, neonati