Stalking: il reato della porta accanto

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Stalking: il reato della porta accanto

La nostra rubrica ‘Come stai?’ oggi tratta il tema ‘Stalking: il reato della porta accanto’. Leggiamo spesso sui giornali notizie di condanna rispetto a questo reato, noto anche per i casi che hanno visto vittime i personaggi famosi. Curiosi di saperne di più? Leggete oltre!

Lo stalking è costituito da una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un’altra persona, perseguitandola e generandole stati di ansia e paura. Lo stato di paura compromette il normale svolgimento della quotidianità.

Si tratta solitamente di un’escalation che inizia con alcuni atti e si fa sempre più intensa e grave. Non basta un solo episodio per poter parlare di stalking e la sensazione di paura che si provoca nella vittima è talmente forte da farle cambiare abitudini quotidiane. Non sentirsi ad esempio sicura a tornare a casa propria.

La prima legge risale al 1990 ed è stata promulgata in California dopo alcuni omicidi e tentati omicidi ai danni di attrici e attori. In Italia la legge nel 2009 è il reato di atti persecutori del codice penale.
Ci sono molteplici modalità. Lo stalker può essere un ex-partner oppure uno sconosciuto come nei casi di stalking che hanno visto come vittima le celebrità.

Tutti conosciamo la storia di Michelle Hunziker la showgirl perseguitata per 8 mesi con lettere, e-mail e appostamenti e che ha poi dato avvio a “Doppia Difesa” progetto volto proprio a sensibilizzare e aiutare vittime di abuso e violenza. Recentemente Michelle è stata nuovamente vittima di stalking e nuovamente lo stalker è stato condannato.

Ci sono casi famosi anche al maschile. Richard Gere  è stato vittima di stalking da parte di una signora 51enne madre di quattro figli tra i sedici e i ventidue anni. La donna lo ha contattato per telefono e via e-mail almeno 1000 volte e si è recata di persona anche presso il suo ufficio almeno dieci volte.
 Arrestata negli Stati Uniti, ha lasciato il Paese dopo essere stata rilasciata.

Non che il fatto che la donna fosse madre di 4 figli abbia importanza in sè, ma è utile a far capire che l’identikit che ci creiamo di queste persone solitamente le vede ai margini della società e afflitte da problemi mentali noti e gravi.

Invece possiamo parlare di “Stalking: il reato della porta accanto” perché spesso viene commesso da persone che potremmo definire “nella norma”.  Questo rende la denuncia da parte della vittima ancora più difficile; scattano dei ragionamenti automatici, almeno in parte sicuramente culturali, per cui la denuncia e il chiedere aiuto sia molto difficile per paura di essere additati come complici o ridicolizzati.

E sicuramente interviene una sorta di meccanismo di difesa per cui la gente comune che viene a conoscenza della notizia deve trovare un qualcosa di “sbagliato” nella vittima. Come mai? Perché se la vittima in qualche modo non se l’è cercata, non ha fatto nulla per mettersi in quella condizione questo significherebbe allora che potrebbe capitare a chiunque, che tutti potrebbero essere vittima di stalking e nessuno è davvero al sicuro. Anche noi.

Cosa fare allora nel quotidiano? Iniziare a dare peso ai pensieri e alle parole che usiamo quando pensiamo e parliamo di questo tipo di reati che sono molto più diffusi di quanto riusciamo davvero a percepire. E pensiamo che nonostante si tratti di un reato riconosciuto ormai da più di 10 anni, più della metà delle vittime di sesso femminile non si rivolge a nessuno né forze dell’ordine, né centri specializzati né avvocati. La paura e la vergogna di essere considerati complici o di esserselo in qualche modo meritato può essere talmente grande da non fare niente e subire in silenzio.

Vuoi saperne di più sul potere delle parole? Leggi il nostro articolo sulla vicenda di Como.

La rubrica Come Stai
Di questi tempi il nostro cervello si affolla di questioni: casa, famiglia, bambini, lavoro,  futuro. Perciò abbiamo pensato di mettere a vostra disposizione la nostra psicologa psicoterapeuta che settimanalmente affronterà temi di interesse comune e risponderà alle vostre domande. Altre info le potete leggere sul libro Bimbi si nasce, genitori si diventa
Gaia Paiar vive a Treviso ed è psicologa, psicoterapeuta e psicologa forense.
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