Problemi estivi: lo spannolinamento

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La nostra rubrica ‘Come stai?’ oggi risponde alle domande di alcune lettrici su “problemi estivi: lo spannolinamento”. Fate parte del club? Leggete oltre!

Oggi rispondiamo ai dubbi, tipici estivi, riguardo una difficoltà della fase dello “spannolinamento” che alcuni bambini e quindi i loro genitori si trovano ad affrontare: trattenere la pipì per molte ore. Le domande arrivate che raggruppiamo sotto la dicitura “problemi estivi: lo spannolinamento” sono relative a bambini che hanno iniziato a trattenere la pipì dopo aver tolto il pannolino. È una difficoltà piuttosto comune in questa fase, bambini che imparano il controllo sfinterico, ma che intenzionalmente non fanno la pipì per moltissime ore. Può capitare in corrispondenza di una situazione nuova ad esempio l’inserimento alla scuola materna o l’arrivo di un fratellino, ma non è necessariamente connesso a qualche cambiamento esterno.

Naturalmente ogni bambino è diverso e ogni situazione è diversa. Vediamo oggi i 6 punti più comuni:

  1. Escludere motivi medici. È sempre buona norma confrontarsi con il pediatra quando un comportamento ci preoccupa, qualunque esso sia. Potrebbe esserci, ad esempio in questo caso, un’infezione urinaria e il bambino potrebbe provare dolore durante la minzione e quindi il trattenere la pipì non avrebbe nulla a che vedere con il passaggio di crescita, ma sarebbe una difficoltà di natura medica.
  2. Il controllo degli sfinteri è un passaggio di crescita, è la conferma che non si è più piccoli come prima. È un passaggio delicato per il bambino che può non accettare facilmente che qualcosa che era nel suo corpo vada via.
  3. Parlare e spiegare al bambino cosa succede e coinvolgerlo nello scegliere il vasino o il riduttore. Aiutarsi con dei libretti sull’argomento, ma poi allentare la tensione. Spesso in maniera inconsapevole mettiamo pressione ai bambini per raggiungere una tappa evolutiva e appariamo troppo coinvolti. Se da un lato è normale che sia così dall’altro dobbiamo riuscire a capire quando il bambino avverte questa pressione e cercare di toglierla, banalmente, non parlando più dell’argomento.
  4. Prestare attenzione ai sentimenti del bambino e apprezzare gli sforzi
  5. Se c’è o c’è stata una difficoltà ad esempio una nascita prematura o un ritardo generale dello sviluppo non pensare automaticamente che sia la causa del comportamento del bambino perché significherebbe che non possiamo fare niente per modificarlo. Se abbiamo escluso cause mediche non abbiamo motivo di pensare che per il bambino sia impossibile raggiungere quella tappa.
  6. Rimettere il pannolino? Di solito sarebbe meglio di no specie se il bambino riconosce lo stimolo, il rischio è quello di dare un messaggio contraddittorio al bambino per trovarsi punto e a capo dopo qualche tempo. Ciò no significa però che non ci siano eccezioni.

Come sempre la difficoltà è calare nella propria realtà e quotidianità le regole generali. Ciò che funziona per un bambino, magari non funziona allo stesso modo con un altro bambino benchè la difficoltà sia la medesima.

Se pensi di aver bisogno di una consulenza specifica chiedi un riferimento al tuo pediatra oppure se vuoi chiedere a me puoi fissare una consulenza personale in presenza o via skype (per info gaia.paiar@gmail.com).

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La rubrica Come Stai
Di questi tempi il nostro cervello si affolla di questioni: casa, famiglia, bambini, lavoro,  futuro. Perciò abbiamo pensato di mettere a vostra disposizione la nostra psicologa psicoterapeuta che settimanalmente affronterà temi di interesse comune e risponderà alle vostre domande. Altre info le potete leggere sul libro Bimbi si nasce, genitori si diventa
Gaia Paiar vive a Treviso ed è psicologa, psicoterapeuta e psicologa forense.
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