La terribile vicenda di Como, la psicologia, la forza delle parole

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"Como: papà uccide i figli e si toglie la vita".

La nostra rubrica di psicologia ‘Come stai’ oggi risponde alle domande relative alla terribile vicenda di cronaca di questi giorni “Como: papà uccide i figli e si toglie la vita” parlando della potenza delle parole. Con una semplice frase possiamo costruire un muro oppure abbatterlo. A noi la scelta.

Como: papà uccide i figli e si toglie la vita.

Separazione difficile? No, non è giusto parlare di separazione difficile in relazione all’uccisione dei figli perché le parole costruiscono realtà e significati. Ogni separazione è difficile. Alcune possono essere percepite come “ingiuste” forse, ma tutte hanno una percentuale di responsabilità da entrambe le parti. Magari non la stessa, magari una delle due parti può essersi comportata “male”, ma le dinamiche che portano alla separazione sono molto complesse. Costruire una vita di coppia è complesso, è un lavoro quotidiano che costa fatica. Una relazione può arrivare al termine, magari uno dei due si è impegnato più dell’altro. Magari uno dei due è innamorato e l’altro non più, ma in tutte le relazioni le cose si costruiscono, e si sfasciano, in due.

Mettere nella stessa frase “uccisione dei figli” e “separazione difficile” implica che in una qualche misura la “colpa” di quell’atto sia della madre e questo non è giusto e non è vero. Un conto è la separazione e un conto è il figlicidio. La responsabilità è solo di chi ha commesso l’atto omicida.

Nelle separazioni un piano a parte dovrebbe essere tenuto per i figli. Marito e moglie possono odiarsi finchè vogliono, ma dovrebbero fare lo sforzo mentale di discernere il genitore dall’ex partner.

Facile? Tutt’altro. Però è possibile, magari lavorandoci duramente, ma è assolutamente possibile e tutti i genitori dovrebbero scegliere questo tipo di direzione.

Ci sono però delle relazioni dove l’amore viene scambiato per possesso. Non è detto che siano facili da individuare. A volte può essere molto difficile persino rendersi conto di vivere in una situazione di violenza.

Ma continuiamo con il ragionamento.

Può una persona disperarsi talmente tanto da non trovare più un senso alla propria vita? Può. Ma lo stare in coppia non dovrebbe mai essere così totalizzante da non poter vivere senza l’altro. Se l’amore diventa una necessità non è più un amore libero che scelgo ogni giorno, ma diventa sopravvivenza.

Il figlicidio e il suicidio contestuali sono una forma di vendetta. Il concetto è che “tu sei mia e se non puoi più essere mia ti farò soffrire, mi vendicherò”. È una condizione estrema che porta al non avere più interesse per la propria vita perché l’obiettivo principale è quello di far soffrire l’altra persona.

“Ma sembrava una brava persona”. Nessuno ha scritto in fronte di essere il cattivo della fiaba, e nemmeno il cattivo della fiaba è sempre e solo cattivo. Il vicino di casa modello può essere un pessimo marito. Ma anche il pessimo marito avrà dei comportamenti da buon marito.

Si poteva prevedere? Non è così semplice purtroppo. La lettura a posteriori, se conoscessimo bene la situazione e le dinamiche familiari, potrebbe forse farci trovare dei segnali. Quello che possiamo trarre di utile da questa brutta vicenda è di fidarci del nostro istinto e cercare di capire se la persona che ci sta a fianco ci considera una sua proprietà oppure se si tratta di un rapporto libero, con delle regole condivise, ma libero.

Quello che possiamo trarre da questa vicenda è anche quanto sia importante parlare delle situazioni calibrando le parole. Si tratta di una terribile vendetta, la cui responsabilità è solo di chi l’ha messa in atto.

L’aspetto peggiore di tutta questa storia è che da quella vendetta nessuno ha avuto scampo, e che rende la vita peggio della morte.

Vuoi saperne di più? Leggi il nostro articolo “Quando l’aggressività non sembra aggressiva”

La rubrica Come Stai
Di questi tempi il nostro cervello si affolla di questioni: casa, famiglia, bambini, lavoro,  futuro. Perciò abbiamo pensato di mettere a vostra disposizione la nostra psicologa psicoterapeuta che settimanalmente affronterà temi di interesse comune e risponderà alle vostre domande. Altre info le potete leggere sul libro Bimbi si nasce, genitori si diventa
Gaia Paiar vive a Treviso ed è psicologa, psicoterapeuta e psicologa forense.
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