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Nü Shu, il mistero di un’antica scrittura femminile che liberò le donne

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Nü Shu

Il mistero della scrittura Nü Shu, potrà forse essere svelato completamente a Venezia, in occasione di una mostra ospitata al D3082, Woman Art Venice, fino al 13 luglio 2020. Che cos’è il Nu Shu? E’ un’antica “scrittura femminile”, inventata dalle donne del popolo Yao, circa tre secoli fa in Cina.

E perché inventarono tale scrittura? Dopo la conquista da parte della Cina della provincia dello Hunan nel XVII secolo, le donne della popolazione Yao si trovarono a cambiare assetto della loro società. Da “Matriarcale”, dopo la conquista cinese, la loro società diventò “Patriarcale”, ovvero regolata dalle norme maschili del diritto paterno.

Costrette a cambiare abitudini sociali, le donne inventarono col tempo un loro personale linguaggio, sconosciuto ai maschi, per poter comunicare tra di loro nei momenti in cui potevano incontrarsi.

La società matriarcale, era caratterizzata dall’assenza del matrimonio e della figura del padre (La Stirpe del Serpente, Serafino Massoni, Leonida Edizioni). Le donne avevano un ruolo centrale nella società, amministrando famiglia e partecipando alla vita politica. Con l’avvento del Patriarcato, tali attività passarono esclusivamente alla parte maschile della società. Relegando così sempre più ai margini le donne. In questa situazione di “prigionia”, le donne svilupparono dunque un linguaggio particolare, solo per loro.

Telo con scrittura Nu Shu, Foto da Facebook, D3082

La testimonianza di questa scrittura è oggi tramandata a noi da Hu Yuanyu, una delle eredi più giovani e apprezzate di questa tradizione. Al suo fianco, l’italiana Giulia Falcini, che ha studiato e interpretato assieme a lei questa particolare scrittura.

La vetrata centrale delle 3 finestre del D3082, sarà occupata dunque da un manufatto molto particolare: un telo matrimoniale interamente decorato con caratteri nüshu, realizzato per la mostra da Hu Yuanyu, una delle eredi della tradizione nel villaggio del nüshu di Puwei. Un pezzo dunque unico e prezioso, che nasconde messaggi e dialoghi che solo le donne sapevano comprendere.

In esposizione, anche il Libro del Terzo Giorno, che veniva regalato alla sposa novella dalle proprie “sorelle” e dalla madre, il terzo giorno dopo il matrimonio. Un dono all’interno del quale esse esprimevano il loro dispiacere per l’allontanamento e la perdita dalla loro comunità da parte della novella sposa, avviata alla nuova vita matrimoniale. Il libro esposto è proprio quello che è stato donato da Hu Yuanyu alla sua amica Giulia Falcini.

Work In Progress. Il Libro del Terzo Giorno, Facebook

D3082 (Sestiere San Polo, 3082, Venezia) per vocazione dedicata al mondo femminile, continua dunque il suo viaggio nella creatività delle donne. Offre dunque un spazio protetto per le donne costudendone frammenti della loro esistenza tramandati nei secoli.

Le 3 finestre al D3082, Foto da Facebook

La riflessione sulla condizione femminile si estende non solo alla situazione nella Cina di oggi, ma praticamente in tutto il mondo. Nonostante la società sia diventata più sensibile alle questioni di genere, il ruolo della donna è ancora fortemente condizionato dai valori tradizionali. Un buon matrimonio è il massimo a cui possa aspirare una giovane per non diventare 剩女, letteralmente “donna di scarto”.

Giulia Falcini è studiosa di lingue e anche autrice del libro “Il Nüshu. La scrittura che diede voce alle donne”, dove riporta informazioni provenienti da un villaggio dello Hunan, il villaggio di Puwei, traducendo dall’originale i canti tramandati dalle donne nella scrittura del 女书. Scritti tramandati non solo su carta, ma anche su oggetti come cinture, cappelli, scarpe, abiti, ventagli.