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Senza turismo le balene sono più felici, più silenzio in Alaska

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Senza turismo balene Alaska

In questi ultimi mesi senza turismo, le balene sono state sicuramente più felici. E non sono le sole a quanto pare. Certo, abbiamo visto come lo stop delle attività, specie in ambito zoologico, abbiano creato dei problemi. In primis ai lavoratori, ma di diretto riflesso anche agli animali ospitati negli zoo.

E’ andata peggio nei parchi africani, dove tigri e rinoceronti sono stati abbandonati a se stessi e ai bracconieri. In Italia i parchi faunistici hanno comunque potuto ottenere qualche risultato con le campagne per l’adozione degli animali da parte dei privati.

Ma se ci spostiamo in Alaska, nell’oceano, scopriamo che le balene ringraziano. Come scrive New Scientist, ci sono alcuni casi in cui le restrizioni del coronavirus possono avvantaggiare determinate specie. Vediamo esattamente come.

Gli oceani, con meno navi, sono più tranquilli ed è probabilmente una buona cosa per la fauna selvatica. Nel Glacier Bay National Park and Preserve in Alaska, la prima nave da crociera della stagione turistica era prevista per il 30 aprile, ma non è mai arrivata. L’emergenza del coronavirus ha infatti costretto a cancellare tutte le crociere.

“Non c’è stato un grande traffico navale, e non ce ne aspettiamo almeno fino alla fine di luglio”, afferma Christine Gabriele del Glacier Bay National Park e Preserve a Gustavus, Alaska. Le uniche barche in movimento sono quelle locali di piccole dimensioni.

Glacier Bay Boat, National Park Service

Il punto chiave da comprendere, è che le balene non sono poi così diverse da alcuni di noi. Anche loro hanno bisogno di spazi e di silenzi. La studiosa Gabriele sta monitorando il rumore del fondo dell’oceano alla foce di Glacier Bay, Alaska meridionale. Ed afferma che, in termini di rumore del traffico, “è molto silenzioso”.

Ciò può significare che le balene possono diffondersi più ampiamente. “Saranno in grado di comunicare tra loro su distanze molto maggiori di quelle che sarebbero se fosse un ambiente rumoroso.” È stato infatti dimostrato che le balene preferiscono l’oceano con meno rumore di navigazione. Ascoltate qui, i suoni che emettono questi splendidi animali.

Vi sono poi prove, che le api selvatiche, trarranno beneficio dal declino dell’inquinamento atmosferico. Inquinamento che può compromettere la loro capacità di annusare i fiori a distanza riducendo l’impollinazione. Anche se, come indica Agi, il 10% delle specie di api in Europa è a rischio estinzione.

Impollinazione, Foto da Pixabay
Impollinazione, Foto da Pixabay

Come dimenticare poi le acque pulite e la fauna lagunare a Venezia, che ha riconquistato i suoi spazi, a sole due settimane dal lockdown? E ribadiamolo: si trattava solo di due settimane. Questa è solo una delle molte contraddizioni a cui è sottoposto il nostro pianeta naturale e la nostra condizione umana. Una questione anche filosofica, sempre in bilico tra natura e industrializzazione.