Quando l’aggressività non sembra aggressiva

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aggressività non aggressiva

La nostra rubrica ‘Come stai?’ oggi affronta il tema di quando l’aggressività non sembra aggressiva ed è nascosta; con gli ultimi avvenimenti di cronaca che hanno visto la morte di George Floyd e il movimento del Black Lives Matter ci avete fatto molte domande rispetto agli aspetti psicologici implicati. Oggi affrontiamo quello dell’aggressività su cui forse tutti noi possiamo lavorare nel nostro piccolo per fare del mondo un posto migliore.

Stai camminando di sera in una stradina all’imbrunire, sei solo (o sola), all’improvviso compare una figura a piedi in senso opposto al tuo che cammina nella tua direzione.
C’è poco tempo per decidere cosa fare. Cosa fai?
Probabilmente attraverserai la strada o fingerai di essere al telefono. Il probabile pensiero di pericolo farà attivare una modifica del comportamento.

Questo succede perché il nostro cervello usa delle scorciatoie di pensiero, le euristiche, che permettono di prendere decisioni in modo veloce e di risparmiare energie mentali. Sarebbe impossibile o richiederebbe un quantitativo di energia troppo grande processare tutti gli stimoli che colpiscono i 5 sensi in ogni momento. Fateci caso anche adesso portate l’attenzione su cosa state guardando, toccando, sentendo, odorando e che gusto avete in bocca. State leggendo questo articolo, ma nel vostro campo visivo ci sono molte altre cose. Sono tante sensazioni di cui non vi eravate nemmeno accorti vero?

Quindi un pensiero ha la capacità di cambiare le azioni, ha delle conseguenze reali e può farci cadere in errore.

Ma ci pensiamo mai davvero alle conseguenze di ciò che diciamo o facciamo?
Ci sono infatti delle azioni che sono apparentemente innocue, ma se ci fermiamo a riflettere sui significati “nascosti” ci accorgeremo che sono azioni, o frasi, aggressive.
Vediamo qualche esempio.

Un uomo fa un apprezzamento a voce alta a una donna che passa. È un comportamento aggressivo?
Spesso quando una donna alza la voce davanti a una situazione di questo tipo gli uomini rispondono che non la stavano mica aggredendo.
Questo comportamento fa dubitare la persona della propria percezione. È un comportamento a tuti gli effetti aggressivo.

Chiedere a una persona “da dove vieni?” “dove sei nata?” o complimentarsi per come parla bene l’italiano sulla base dei tratti somatici. Il messaggio sottointeso è che dall’aspetto fisico stiamo desumendo che la persona sia straniera.
Ci sono delle varianti, se abbiamo un grado di confidenza alto con la persona il chiedere le origini familiari può non essere una domanda aggressiva, ma di curiosità volta a conoscere l’altro. Però chiediamoci quante volte domandiamo ai nostri amici la provenienza dei loro genitori o nonni?

“Io non sono razzista, io ho amici di colore”. Cioè sono immune al razzismo perché ho amici di colore. Pensateci.

Oppure quante volte ascriviamo delle caratteristiche di intelligenza per l’appartenenza a una razza? Ad esempio capita di presuppore che una persona con tratti asiatici sia brava in matematica.

Questi sono piccoli esempi di quando l’aggressività non sembra aggressiva. L’aggressività non è solo quella fisica e dirompente, ma che i nostri ragionamenti e ciò che diciamo hanno delle conseguenze reali e aggressive sulle altre persone. Si tratta di “microaggressioni” termine coniato dallo psichiatra Dr. Chester Pierce nel 1970 quando ha studiato la presenza persistente della stigmatizzazione delle persone di colore in televisione e ha notato l’esistenza di questi scambi sottili, spesso automatici e non verbali.

Fateci caso, le parole apparentemente innocue possono essere molto aggressive.

Tornando all’esempio iniziale come vi sentireste voi se qualcuno cambiasse strada prima di incrociarvi?

 

Vuoi saperne di più? Leggi il nostro articolo “I have a dream”.

La rubrica Come Stai
Di questi tempi il nostro cervello si affolla di questioni: casa, famiglia, bambini, lavoro,  futuro. Perciò abbiamo pensato di mettere a vostra disposizione la nostra psicologa psicoterapeuta che settimanalmente affronterà temi di interesse comune e risponderà alle vostre domande. Altre info le potete leggere sul libro Bimbi si nasce, genitori si diventa
Gaia Paiar vive a Treviso ed è psicologa, psicoterapeuta e psicologa forense.
Keywords: psicologa, aggressività, euristiche