Coronavirus: al via la sperimentazione di un vaccino Covid-19 sviluppato tra Italia e Inghilterra, a Settembre disponibile

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foto vaccino Gerard Altmann via pixabay
foto vaccino Gerard Altmann via pixabay

Un vaccino contro il Coronavirus Covid-19 potrebbe essere disponibile già a Settembre. Una fase sperimentale è in partenza, in Inghilterra, ad opera di una azienda italiana con Jenner Institute della Oxford University.

“Si è deciso di passare direttamente alla fase di sperimentazione clinica sull’uomo, in Inghilterra – ha detto Piero Di Lorenzo, Ad di Advent-Irb,  all’Ansa – ritenendo, da parte della Irbm e della Oxford University, sufficientemente testata la non tossicità e l’efficacia del vaccino sulla base dei risultati di laboratorio, che sono stati particolarmente efficaci”.

I test saranno fatti su 550 volontari sani così potrebbe essere “utilizzabile il vaccino già a settembre per vaccinare personale sanitario e Forze dell’ordine in modalità di uso compassionevole”.

Inoltre è in fase finale la trattativa “per un finanziamento di rilevante entità con un pool di investitori internazionali e vari Governi interessati a velocizzare ulteriormente lo sviluppo e la produzione industriale del vaccino”.

Cosa si intende per uso compassionevole?

È previsto il ricorso al cosiddetto “uso compassionevole” – spiega l’Aifa, Agenzia Italian del Farmaco –  per un medicinale sottoposto a sperimentazione clinica, al di fuori della sperimentazione stessa, in pazienti affetti da malattie gravi o rare o che si trovino in pericolo di vita, quando, a giudizio del medico, non vi siano ulteriori valide alternative terapeutiche, o nel caso in cui il paziente non possa essere incluso in una sperimentazione clinica o, ai fini della continuità terapeutica, per pazienti già trattati con beneficio clinico nell’ambito di una sperimentazione clinica almeno di fase II conclusa.

In base alla normativa vigente è prevista la possibilità di impiegare per malattie rare e tumori rari medicinali per i quali siano disponibili anche solo i risultati di studi clinici sperimentali di fase I che ne abbiano documentato l’attività e la sicurezza; in tali casi, la richiesta deve essere fondata sul prevedibile beneficio in base al meccanismo d’azione e agli effetti farmacodinamici del medicinale. Ed è il caso del vaccino Coronavirus Covid-19,

L’accesso al medicinale sperimentale prevede un parere favorevole da parte del Comitato Etico a cui afferisce il centro clinico che presenta la richiesta, previa conferma della disponibilità alla fornitura gratuita del medicinale da parte dell’azienda farmaceutica produttrice del medicinale.