Coronavirus: Conte conferma l’Italia ancora chiusa, fino al 3 maggio compreso

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Sul Coronavirus: il Premier Giuseppa Conte conferma l’Italia ancora chiusa, fino al 3 maggio compreso

“L’auspicio è che dopo il 3 maggio si possa ripartire con cautela e gradualità ma ripartire: dipenderà dai nostri sforzi”.

E’ la sintesi dell’intervento di Conte che cosi ci fa cosi gli auguri di Pasqua.

“Se cediamo adesso c’è il rischio di ripartire daccapo. E’ necessario tenere alta attenzione anche a Pasqua”.

“Il lavoro per la fase 2 è già partito, non possiamo aspettare che il virus sparisca dal nostro territorio. Servirà un programma articolato e organico su due pilastri: un gruppo di lavoro di esperti e il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro”.

“Prometto che se anche prima del 3 maggio si verificassero le condizioni, cercheremo di provvedere di conseguenza” ad aprire alcune attività produttive.

“Il lavoro per la fase 2 è già partito, non possiamo aspettare che il virus sparisca dal nostro territorio. Servirà un programma articolato e organico su due pilastri: un gruppo di lavoro di esperti e il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro”.

A curare questa fase é stato chiamato Vittorio Colao a capo di una super task force. Colao é stato Ad di Vodafone fino al 2018. Non dobbiamo “procedere a tentoni” ma con la task force di esperti istituita oggi, studiare processi razionali per “ripensare l’organizzazione della nostra vita”.

Fronte Eurpa: l’Eurogruppo ha fatto grandi passi avanti ma ancora non ci siamo. “Il Mes esiste dal 2012, non è stato istituito ieri o attivato la scorsa notte come falsamente e irresponsabilmente è stato dichiarato da Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Questo governo non lavora col favore delle tenebre: guarda in faccia gli italiani e parla con chiarezza” ha detto Conte condananndo il tenatativo di guadagnare visibilità politica in una fase ancora molto delicata della crisi Coronavirus con l’Italia ancora chiusa.

“La lotta per gli eurobond, la farò al Consiglio dell’Ue. Non firmerò nulla senza strumenti adeguati alla sfida al coronavirus. La proposta europea la valuto nel suo complesso nel Consiglio europeo: lottiamo per gli Eurobond. La risposta comune o è ambiziosa o non è, non abbiamo alternative. Non firmerò sino a quando non avrò un ventaglio di strumenti adeguato alla sfida che stiamo vivendo, che non riguarda l’Europa e tutti gli stati membri. Sono convinto che con la nostra tenacia e la forza della ragione riusciremo a convincere tutti”.