Coronavirus: Confindustria, il Pil a – 10% nei primi due trimestri e poi media 2020 a – 6% (ma in Germania non va meglio)

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Il Prodotto Interno Lordo dei primi due trimestri del 2020 calerà del 10 percento per una media annuale di meno 6 percento. Impietosi i dati di Confindustria.

Questo ipotizzando che la fase acuta dell’emergenza sanitaria termini a maggio 2020 e che l’attività produttiva riprenda gradualmente da fine aprile a fine giugno.

Nel caso in cui la situazione sanitaria non evolvesse positivamente in una direzione compatibile con questo scenario dell’offerta, le previsioni economiche andrebbero riviste al ribasso. Il Centro Studi Confindustria ha stimato che ogni settimana in più di blocco normativo delle attività produttive, secondo i parametri attuali, potrebbe costare una perdita ulteriore di PIL nell’ordine di almeno lo 0,75%.

E nel resto d’Europa? I conti li ha fatti uno dei principali istituti di analisi economica in Germania, l’IFO di Monaco di Baviera.
Va detto che le stime Ifo sono simili a quelle italiane. Una chiusura parziale dell’attività economica in Italia della durata di due mesi ridurrà la crescita annua nel 2020 di 8,0‐13,1 punti percentuali, a seconda dello scenario
Spagna: una chiusura di due mesi riduce la crescita annua di 8,1‐13,8 punti percentuali; ogni settimana addizionale di chiusura determina una perdita di 0,8‐1,6 punti percentuali.
Francia: una chiusura di due mesi riduce la crescita annua di 7,3‐12,3 punti percentuali; ogni settimana addizionale di chiusura determina una perdita di 0,7‐1,4 punti percentuali.
Regno Unito: una chiusura di due mesi riduce la crescita annua di 7,7‐13,0 punti percentuali; ogni settimana addizionale di chiusura determina una perdita di 0,8‐1,5 punti percentuali.

Questo l’Ifo in chiave ufficiale in una nota diffusa da Confindustria. Ma la Germania in questa lista dove sta? Serve andare a cercare sul Sole 24 Ore di qualche giorno fa. Li ci sono delle stime di caduta del Pil tedesco.

L’Ifo (che è anche l’istituto che raccoglie i dati sulla fiducia nel Paese) ha previsto che la produzione totale potrebbe registrare ovunque flessioni comprese tra l’1,5 e il 6%, a seconda della durata dello stop alle attività produttive imposto dal virus.

Ma non è finita. Parlando all’agenzia di stampa Reuters, Klaus Wohlrabe, economista e vicedirettore Ifo, ha fatto stime allarmanti sugli scenari macroeconomici della prima economia dell’Eurozona, in base a cui il Pil tedesco potrebbe contrarsi quest’anno tra il 5 e il 20%.

Insomma anche in Germania non va poi meglio del resto d’Europa. Il mercato (solo quello) ci unisce.