Ripartiamo dall’arte e dalla natura dei Colli Euganei

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Scrivo la mia rubrica settimanale durante i giorni in cui il paese in cui vivo, Vo’ Vecchio, frazione di Vo’ Euganeo (PD) è stato blindato perché epicentro veneto del contagio da Coronavirus.
Vo’ Vecchio si trova ai piedi dei Colli Euganei che, in passato, artisti e poeti come Petrarca, Mozart, Shelley, Goethe, scelsero come luogo per trovare ispirazione, probabilmente attratti dalla pace profonda nonché dall’ immensa bellezza della natura. Già nel XV e XVI secolo i Colli diventarono dominio della Serenissima e i nobili veneziani elessero a propria dimora estiva questo splendido territorio in cui convivono sia macchia mediterranea sia flora continentale e alpina e vi costruirono meravigliosi parchi e ville. Ho scelto quindi due libri che approfondiscono la storia dei “miei” Colli, uno dei luoghi più affascinanti del nostro Paese, sia dal punto di vista paesaggistico, sia per la qualità delle opere letterarie che vi scaturirono.

 

FRANCESCO SELMIN, “Isole in fiore. Mary e Percy B. Shelley tra Este, Venezia e i Colli Euganei”

 

I Colli Euganei furono un crocevia letterario di prima grandezza: nel 1817, a Este, Lord Byron prese in affitto una villa che in seguito divenne il laboratorio poetico di Percy B. Shelley. Qui tra l’estate e l’autunno 1818 egli concepì e iniziò a scrivere alcuni dei suoi capolavori quali Prometeo liberato, Giuliano e Maddalo e Versi scritti tra i Colli Euganei. In quest’ultimo componimento, riproposto in una nuova traduzione di Antonio Daniele, le cime dei Colli Euganei si trasformano in isole in fiore, luogo di serenità e armonia, nel mare del dolore. Appare evidente la funzione terapeutica del poemetto, iniziato dopo la tragica morte della figlia Clara, cui segue l’anno dopo quella del figlio William.
Anche Mary Shelley resta profondamente colpita e affascinata dalla bellezza del paesaggio euganeo, che entra con forza nel romanzo Valperga (1823) e continuerà ad essere evocato a lungo, anche dopo che l’autrice di Frankenstein avrà lasciato l’Italia.

EDITORE: Cierre edizioni
PREZZO: 12 euro
PAGINE: 144
ISBN: 9788883148897

 

ADOLFO CALLEGARI, “La scoperta dei Colli Euganei” a cura di Francesco Selmin

 

I Colli Euganei stanno da migliaia di anni con le loro forme peculiari, con i coni dalle linee purissime, come vere isole nella pianura, senza alcuna barriera che li mascheri. Eppure soltanto tra Sette e Ottocento diventano campo di esplorazione per botanici e geologi, e tra Otto e Novecento anche per il cittadino che ama passeggiare o cerca un luogo di villeggiatura.
Tra tutti coloro che partecipano all’esplorazione e alla scoperta spicca la figura di Adolfo Callegari. Ai colli lo lega un profondo rapporto amoroso che traspare dagli scritti qui raccolti. Scritti che sono un invito a frequentarli, per scoprirne la bellezza e per difenderli. Da qui derivano i rimbrotti ai monselicensi e ai padovani. Ai primi perché non “guardano in alto” e non vedono la devastazione del colle della Rocca. Ai secondi perché non oltrepassano i bordi settentrionali del gruppo collinare e quindi non capiscono che i colli sono il loro tesoro. Un tesoro fatto di architettura, di monumenti, di memorie, ma anche di paesaggio. Un tesoro che va cercato, oltre che a Este, Monselice e nella zona termale, anche nel cuore del gruppo montuoso, fin nei più piccoli «villaggi disseminati nelle vallette o appollaiati sulle cime».

 

EDITORE: Cierre edizioni
PREZZO: 12 euro
PAGINE: 176
EAN: 9788883148897