Il corpo nudo femminile si fa ‘comuncazione’ tra Occidente e Oriente in ‘The Bridge’, una mostra personale a Trento

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Il progetto interattivo del giovane artista iraniano Navid Azimi Sajadi (1982, Tehran) sviluppato lo scorso anno al MACRO di Roma ha dato i suoi frutti ed ora è possibile ammirarne una consistente parte alla galleria Deanesi Arte Contemporanea di Trento. Il ventre femminile, il seno e il Monte di Venere delle protagoniste, messi in evidenza dal contorno disegnato da Sajadi, oltre ad avere una forte carica erotizzante (effetto collaterale non da poco) sostengono le varie icone aggiunte sopra di loro: si passa dalla falce col martello, navi e velieri, catene, fibbie, bracciali e vari piumaggi fusi assieme in un miscuglio estetico dalla libera interpretazione. In questo modo si realizza una rottura fra i simboli, le tradizioni e le idee preconcette della cultura iraniana.

Si tratta di The Bridge, una mostra personale che ha come centro il corpo femminile ‘fuso’  assieme a varie “cult images”, simboli noti e riferimenti storici della nostra società. Sajadi, cercando una base per i suoi soggetti si è lasciato coinvolgere dai movimenti e dalle pose che può assumere il corpo femminile. Invitando le sue spettatrici a inchinarsi all’indietro per formare il ponte, la mezza-ruota ha così trovato il piedistallo giusto a cui abbinare numerosi simboli ed icone per poi fonderli assieme. Troviamo quindi una serie di disegni (inchiostri fatti a mano, acquarelli o foglie d’oro su carta Fabriano) e opere su tela dai colori sgargianti, rosso porpora, oro e nero, blu che evidenziano la silhouette femminile da cui sgorgano ulteriori luci, forme e stelle.

Come è stato realizzato? All’inizio veniva chiesto alle spettatrici di formare la ruota di fronte alla tela e veniva proiettato su di loro l’icona desiderata. Ricalcando tali forme Sajadi otteneva la base per proseguire successivamente il disegno. Ogni giorno la sua mostra si trasformava in un evento interattivo, con una piccola performance delle spettatrici unita alla sua performance artistica: i visitatori divertiti, tornavano il giorno seguente con altre modelle, per la gioia dell’archivio dell’artista che diventava via via più corposo.

“Il progetto complessivo di Navid Azimi Sajadi vuole essere ‘un ponte’ umano celebrativo tra la cultura occidentale e quella orientale che si snoda attraverso una parata, una carrellata metaforica e visionaria di figure femminili contemporanee, con posture che trovano riferimenti nelle pose delle figure dei vasi antichi come fossero divinità di un nuovo e possibile mondo, colte nell’atto di partorire vere e proprie bandiere simboliche di un universo in divenire. La decifrazione è molto libera, segno che non viene presentato un codice prioritario di lettura. I corpi nudi delle donne – ponte sono un corpus segnico che cementa diversi influssi, segno evidente che certi codici devono essere per forza condivisi e riformulati con nuovi valori”, scrivono Francesca Baboni e Stefano Taddei. (Cit. dal testo di presentazione della mostra).

Navid Azimi Sajadi ha conseguito una laurea in pittura presso la Teheran Art and Architecture University nel 2005. Lo stesso anno si trasferisce a Roma. In Italia si è laureato presso l’Accademia di Belli Arti di Roma, nel 2009. Ha conseguito il premio Fondazione Amedeo Modigliani nel 2009. Ha conseguito il Master in Belle Arti nella scultura multimediale nel 2013 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, e nello stesso anno è stato invitato alla IX Biennale di Shanghai. Nel 2018 è stato vincitore del Premio Combat Museo G. Fattori nell’ambito del disegno e della grafica. La mostra è visitabile fino al 22 febbraio 2020.