Fotografie, manifesti, arredi, oggetti di design della Milano anni ’60: la storia di un decennio rivoluzionario

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Gli anni ’60 furono davvero speciali: tutto il mondo visse un periodo irripetibile. E a Milano cosa accadeva? Scopriamolo a Palazzo Morando che ospita, fino al 9 febbraio, una mostra che attraverso visite guidate racconta la Milano di quel decennio, spaziando a tutto campo partendo dal boom edilizio, arte e cabaret, design milanese fino alle piazze delle rivoluzioni sociali. Attraverso una cospicua esposizione di materiale che spazia da fotografie d’epoca, riviste, manifesti, arredi e design, possiamo immergerci in un viaggio nel tempo in tutti gli aspetti che caratterizzarono la capitale lombarda di quegli anni, rivivendo il grande sogno del boom economico, con un tocco di malinconia.

Molte immagini sono dedicate anche alla vita quotidiana delle piazze, dei bar, i momenti di pausa e momenti fugaci immortalati in un attimo. Tavolini pieni di avventori comodamente seduti davanti ad una ‘fiaschetteria’, avvolti dal fumo bianco di una sigaretta appena accesa. L’immagine di un imponente Duomo nebbioso attraversato da uno stormo di uccelli – loro magari solo di passaggio – con la sua piazza gremita di gente. Un’ancora deserta Autostrada del Sole in costruzione, con i vecchi cartelli ‘ALT m 500’.

Importantissime per lo sviluppo della cittàfurono le sfide urbanistiche, con i progetti di infrastrutture futuristiche, in cui videro la luce la Torre Velasca e il Pirellone. L’olandese Bob Noorda si traferisce in Italia e contribuisce alla rivoluzione grafica lavorando per Pirelli e progettando la linea 1 della metropolitana milanese. Lo stile cittadino viene ridefinito così da studi di architetti che portano il nome di Marco Zanuso, Bruno Munari, fino ad Achille Castiglioni. La fine degli anni ‘60 segnò poi la nascita della contestazione, dalle rivolte studentesche negli atenei, sfociate nelle occupazioni della Statale e della Cattolica, ai picchetti nelle fabbriche e agli scioperi.

L’aspetto economico che ha portato ad una così grande e veloce trasformazione della Milano di quegli anni, scenario che si riflette tutt’oggi, non è il solo a venire raccontato nella mostra. C’è spazio anche per l’anima artistica e musicale di quel periodo, che ha infervorato tutto il mondo ed è naturalmente passata anche per Milano, riempiendola di eventi e concerti, con la presenza di protagonisti immortali della musica pop e rock: i giovanissimi Beatles ritratti ancora in epoca ‘beat’, prima della psichedelica, sorridenti nelle loro sobrie giacchette e coi capelli ordinati. O ancora le icone jazz americane, che si esibivano nei teatri e nei club, immortalate da Roberto Polillo. Parliamo anche di importantissimi nomi italiani come Enzo Jannacci e Giorgio Gaber. Per l’espressione artistica ricordiamo maestri quali Lucio Fontana e Piero Manzoni che scandalizzano il pubblico con le loro opere provocatrici e innovative. La mostra è curata da Stefano Galli, realizzata in collaborazione con il Comune di Milano, Direzione Musei Storici e con la Questura di Milano.

Tutto questo fu un sogno, iniziato idealmente con il concerto di Billie Holiday del 1958 allo Smeraldo, da cui la città si svegliò bruscamente, il 12 dicembre 1969, con l’attentato alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di piazza Fontana. È una strage, anzi La strage, che segnerà in modo incontrovertibile l’inizio di una nuova stagione politica e sociale destinata a sconvolgere per sempre le abitudini e i riti dei milanesi e degli italiani tutti. Dopo quel funesto 12 dicembre nulla sarebbe più stato come prima.