E’ uscito ‘Il Giardino di Derek Jarman’: l’autobiografia del regista dei Pet Shop Boys che racconta i suoi ultimi anni di vita

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Il giardino aveva avuto inizio.
Divenne terapia e farmaco.
Questo paesaggio pur privo di confini visibili è tuttavia geloso del suo isolamento.
Mi ci sono incatenato.

Da regista a ‘giardiniere’: la parabola tutta da scoprire del regista Derek Jarman, che negli ultimi anni della sua vita scoprì il giardinaggio come attività benefica e rassicurante, capace di alleviare i dolori fisici e spirituali dovuti anche alla sua malattia. Il messaggio che ci lascia è tutto da interpretare: “E’ quello che avrei sempre dovuto fare – disse una volta Derek a BBC – non avrei mai dovuto fare il regista, il cinema è una cosa per pazzi. Il giardinaggio è centrale, con il giardinaggio si entra in un’altra dimensione del tempo, nell’eterno, nei ritorni e nelle resurrezioni…”. Dichiarazioni che stridono, visto che ha firmato diversi video musicali, tra i quali quello del bellissimo singolo It’s A Sin dei Pet Shop Boys, mandato in onda fino allo sfinimento da MTV nei tempi d’oro. Ma non era solo questione di giardinaggio: Derek parlava di uno stile di vita, basato sulla semplicità e sulla pace, anche del posto che il regista ha scelto per trascorrere la sua vita.

Ma cosa c’è di così particolare in quest’attività apparentemente così banale e noiosa? E’ tutto scritto nel libro che la casa editrice Nottetempo ha appena pubblicato in Italia. Il Giardino di Derek Jarman, uscito postumo nel 1995 nel Regno Unito, è ora finalmente tradotto in italiano e celebra gli ultimi anni di vita del regista accompagnando i suoi scritti con 150 fotografie scattate appunto nella sua proprietà da Howard Sooley, suo amico e fotografo.

Nel libro troverete le immagini del Prospect Cottage, con la vicina centrale nucleare sullo sfondo. Licheni, arnie, calendule e aglio da fiore, insieme ai ritratti del regista Jarman tra piante aromatiche, mentre svolge i lavori con in braccio legnetti appena raccolti. Sembra un tranquillo contadino di campagna, in alcune foto, intento nelle sue attività quotidiane senza tempo, sempre uguali e anche per questo fondamentali. In altre invece la stravaganza prende il sopravvento: fotografie che lasciano spazio alla fantasia, come quella dove Jarman siede fiero su un trono tra i ciottoli o quella in cui sembra un mago, con la tunica spirituale dal cappuccio a punta, mentre afferra una cazzuola e una pianta, quasi come un alchimista. Reminiscenze dello spirito da ‘regista di video’.

Il luogo dov’è ambientata questa storia commovente è Dungeness, un promontorio sulla costa del Kent nel Regno Unito, che guarda direttamente alla regione dell’Alta Francia: insomma dove regna la pace più idilliaca. Precisamente ci troviamo nel giardino del Prospect Cottage, che Derek Jarman comprò intorno al 1986 grazie ad una cospicua eredità del padre. Si trovava in giro alla ricerca della giusta location per il suo film intitolato appunto The Garden, ed investì la somma nella proprietà. La sua passione per i giardini lo rincorreva fin da piccolo e questa occasione si rivelò perfetta per cominciare a costruirne uno personalmente e viverlo. All’inizio era un posto desolato, quasi apocalittico, ma Derek ne vide subito le potenzialità e grazie alla sua dedizione e al suo amore, lo trasformò piano piano in un luogo incantato adatto a lui.

Anche la scoperta della sua malattia, ha avuto un ruolo particolare in questa storia. Era la fine degli anni ’80 e Derek si scoprì affetto da HIV, ma non lasciò l’attività di regista e non si risparmiò neanche nel raccontare in prima persona la sua triste esperienza. Alcune foto nei suoi momenti più toccanti sono contenute in questo libro, che la scrittrice britannica Olivia Laing in un articolo sul Guardian, descrive come “Il libro che amo di più”. Una volta che Derek se ne fu andato, il compagno Keith Collins (HB, nel libro), ereditò il giardino, tutt’ora visitabile, e lo curò fino alla morte, dovuta ad un tumore al cervello nell’agosto del 2018.

Questo diario è l’ultima opera di Derek Jarman e ci lascia un’eredità spirituale che riuscirà ad appassionare non solo gli estimatori del regista ma anche chiunque voglia leggere una vera storia d’amore.

Casa Editrice: Nottetempo
Traduzione: Fiorenza Conte
Pagine: 144 – 17×24
ISBN: 9788874527618
Collana: Fuori Collana