Arte e Design collaborano assieme al servizio del visitatore: Muse Dialoganti, 10 sedute per 10 musei

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Avvicinare il visitatore all’Arte, coinvolgerlo creando uno spazio, una ‘nicchia’ per favorire il contatto intimo con l’opera d’arte: è la mission del’Associazione MuseoCity che attraverso il progetto Muse Dialoganti – 10 sedute per 10 musei, ha coinvolto 8 aziende italiane e 10 musei in una collaborazione che unisce Arte e Design in favore dello spettatore. Inserendo in modo complementare una seduta per il visitatore, MuseoCity ha immediatamente creato un binomio ‘Arte nell’Arte’, dando al Design la giusta attribuzione non solo tecnologica ma anche artistica, in una simbiosi che unisce due mondi solo apparentementi distanti.

“Sfida di questa iniziativa è l’integrazione di sedute che non inquinino visivamente gli spazi museali, ma che al contrario si integrino e che siano capaci di dialogare con l’ambiente e l’opera. Il design e l’arte non saranno antagonisti ma simbiotici. Forse la migliore definizione di design è quella di vestire di emozione una funzione, quindi il dialogo con l’arte è immediato”, spiega Roberto Palomba, architetto e designer dello studio Palomba Serafini Associati, che ha seguito il progetto dall’ideazione alla realizzazione. “Di fatto seppure nel garbo di un mimetismo necessario, ogni seduta in relazione all’opera diventa una piccola istallazione a sé”. Ogni seduta è accompagnata da una ‘Motivazione’, come le sedie trasparenti di Philippe Starck, prodotte da Kartell, dove la trasparenza diventa sinonimo di mimetismo e di tranquillità, volendo entrare in contatto con una casa-museo come la Boschi Di Stefano. L’intimità tra opere, spazio e noi stessi è il concetto che presenta Moroso, con l’elegante coppia di sedute “Double Zero” di David Adjaye che riprende la moda ottocentesca del divanetto da conversazione vis-a-vis. Il progetto continua con la particolare poltrona “Feltri” la cui comodità e morbidezza sono accoppiate alla solidità e alla robustezza della macchina 8C 2900, ospitata al Museo Storico Alfa Romeo, in una unione solo apparentemente contrastante. Oppure si torna alla tradizione, con le forme più casalinghe del divanetto “Galet”, prodotto da Giorgetti, che diventa il centro della stanza, una ‘sosta’ in mezzo alla sala, al caminetto, alla quadreria e al centro del pavimento nel Palazzo Morando Costume Moda e Immagine.

“MuseoCity lavora dal 2016 per stimolare il pubblico a conoscere e apprezzare i musei milanesi”, sottolinea Maria Grazia Mazzocchi, Presidente dell’Associazione MuseoCity. “Offrire la possibilità di un momento di riposo e di contemplazione ci è sembrato utile per tutti i visitatori, giovani o anziani. MUSE DIALOGANTI rappresenta una proposta e un invito a continuare questo percorso.”

Il progetto ha avuto due momenti di sviluppo, durante i quali i musei hanno prima scelto la sala e l’opera all’interno delle quali inserire ed allestire la seduta e successivamente i prodotti, cercando il giusto abbinamento e il giusto concetto per unire simbionticamente i due mondi. Le valutazioni hanno preso in esame precisi requisiti tecnici che comprendono il Made in Italy, una facile reperibilità sul mercato, altezze di seduta e schienali idonei, rinomati e premiati, senza dimenticare il gesto di donazione dei produttori.

“Stiamo parlando di perdersi nell’opera”, chiarisce sempre Roberto Palomba “cioè di interagire con l’arte quasi dimenticando la nostra fisicità senza la distrazione data dalla fatica della lunga sosta in piedi”. Il progetto è reso possibile grazie anche al contributo di Fondazione Cariplo e Unicredit.