Lanterne Magiche e Stereoscopi: ecco com’era il cinema prima degli effetti speciali in CGI

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C’è un luogo magico che si affaccia sul Prato della Valle, quasi una Wunderkammer (la camera della meraviglie), dove trovano spazio antiche forme di intrattenimento capaci di affascinare folle di spettatori prima che il cinema diventasse il gigante che è oggi. Subito dopo la nascita della fotografia, l’idea di movimentare le immagini fu il passo successivo: l’intimo e affascinante Museo del Precinema custodisce i segreti di tutti quei visionari che si sono cimentati nella realizzazione di macchine speciali per conquistare il pubblico.

Il viaggio inizia subito: lasciandoci alle spalle l’ampio spazio aperto del Prato della Valle ci si addentra nel Palazzo Angeli, edificio quattrocentesco di proprietà del Comune di Padova, dove l’atmosfera del passato ci avvolge immediatamente. Ogni angolo ospita una piccola meraviglia e le sezioni dedicate sono veramente tante: immagini fotografiche per la prima volta tridimensionali grazie all’invenzione degli Stereoscopi, portatili o a colonna che usano la stereoscopia come una delle prime forme di illusione ottica e riguardo alla fotografia è esposto il Megatelescopio “privilegiato” di Carlo Ponti, del 1864. Il percorso continua con le Lanterne Magiche, fiore all’occhiello della Collezione Minici Zotti, che hanno accompagnato e rappresentato l’immagine proiettata dal settecento alla nascita del Cinema: le Fantasmagoria Lanterns, lanterne da proiezione singole, le lanterne doppie e triple, in mogano con gli obiettivi d’ottone, databili intorno al 1880 ca.

In prima persona si assiste alla proiezione delle vedute ottiche del “Mondo niovo” (citata anche da Goldoni), una raccolta di strumenti e giochi ottici che hanno tenuto col fiato sospeso il pubblico durante tutto l’Ottecento e l’età vittoriana mostrando per la prima volta delle immagini in movimento. Dai semplici congegni giocosi dai nomi molto particolari come i taumatropi o le anamorfosi, si passa a strumenti più ingegnosi come il fenachistoscopio, il praxinoscopio e lo zootropio. Lo scenario del Prato della Valle è ammirabile in un’inedita visione attraverso la camera oscura del Canaletto. La sezione sulle silhouette e le ombre francesi è unica al mondo. Si arriva anche al teatro delle ombre giavanesi, dove attraverso una combinazione di illuminazioni, luci particolari e ombre vengono rievocate gesta eroiche dal sapore orientale.

Anche a causa dello spazio ridotto, il museo espone solo una piccola parte di tutta la collezione, che arriva infatti fino a diecimila vetri di esposizione per Lanterna Magica, ma è proprio l’intimità ricreata in questi piccoli antichi spazi che rende assolutamente speciale la sua visita. Si tratta di un vero e proprio unicum mondiale, fondato da Laura Minici Zotti nel 1998 in collaborazione con il Comune di Padova e l’Assessorato alla Cultura e Turismo con la consulenza dell’Arch. Gianfranco Martinoni, grazie a un interessante progetto tra pubblico e privato. Ora il custode di questa eredità cinematografica incredibile è il direttore Prof. Carlo Alberto Zotti Minici, figlio della fondatrice, docente all’Università degli Studi di Padova (Storia del cinema, Storia e tecnica della fotografia).