I fiori e le foreste digitali di Quayola: dialogo tra natura e mondo digitale all’Orto Botanico di Padova

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Quale miglior luogo di quello dell’Orto Botanico già antico santuario della Natura, dal 1997 inserito nella lista Unesco, con il suo patrimonio naturale per ospitare “Seconda Natura”, la nuova esposizione dell’artista romano Quayola? Fiori e foreste sono qui proposte in una speciale visione digitale, grazie allo studio che l’artista compie attraverso l’uso di algoritmi e software, cercando di utilizzare al meglio e in modo sempre nuovo la tecnologia per restiture nuove espressioni estetiche, senza allontanarsi troppo dalla tradizione.

Negli spazi dell’Orto Botanico, le serie Remains e Jardins d’Été, richiamano fortemente l’impressionismo e la pittura ottocentesca, ma in questo caso i petali in 4K dei ‘Jardins d’Été’ – ispirati ai giardini di Chateau de Chaumont-sur-Loire – sono frutto di pennellate generate da una serie di algoritmi. L’artista vuole infatti indagare la natura attraverso l’uso del computer modificando sia la sua ricerca personale, sia la nostra percezione umana alla quale siamo comunemente abituati quando passeggiamo tra i fiori in un vero giardino o nel mezzo di una vera foresta. La conoscenza umana del mondo, può coesistere con quella della macchina, tanto che l’incantata foresta argentata del progetto Remains nasce da una serie di dati numerici raccolti con la tecnica del laser scanning 3D e poi rielaborati in uno spruzzo di milioni di fittissimi puntini bianchi.

Tutto sommato l’artista non opera diversamente da quanto facevano i pittori classici, sempre alla ricerca allo stesso modo di nuove forme di espressione utilizzando l’elemento naturale come punto di partenza per esplorare nuove tecniche e la loro visione artistica personale: la similitudine con l’approccio di lavoro di Leonardo Da Vinci, è in questo senso piuttosto accentuata. Quayola dà vita ad una sua personale pratica artistica e porta avanti, contemporaneamente, un’esplorazione che si muove lungo la frontiera estrema dell’elaborazione tecnologica.

Davide Quagliola – Roma 1982 – da molti anni residente a Londra e molto noto al livello internazionale, torna ora in patria con la sua visione evoluzionistica della Natura visitabile fino al 6 gennaio 2020, che nasce da una collaborazione tra la Fondazione Alberto Peruzzo e l’Orto Botanico di Padova, con il sostegno della Galleria Marignana Arte Di Venezia. ‘Seconda natura’ vuole inoltre far riferimento, nella Storia del Pensiero, allo statuto dell’essere umano che si distingue dalla “prima natura” proprio in virtù delle sue capacità intellettive e culturali.