Con Goffredo Parise alla riscoperta del reportage, grazie ad un premio che porta il suo nome

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Raccontare il qui ed ora – hic et nunc – questo è sempre stato lo stile di Goffredo Parise. Il celebre scrittore veneto, nato a Vicenza ma indissolubilmente legato a Salgareda (Treviso), amava calarsi nelle situazioni che poi avrebbe voluto raccontatare; e questo lo faceva, immaginiamo inconsciamente, anche a rischio della sua incolumità.
Ecco. Il Premio Parise per il Reportage, nato a Treviso, tre anni fa, con l’intento di ricordare Goffredo, ha lo stesso stile: si fa cronista e mette in luce il lavoro di quei giornalisti, di televisione e carta stampata, che praticano la nobile arte del reportage ovvero la capacità di dare testimonianza di ciò che è nascosto, ‘molestando’ e attirando l’attenzione del pubblico, diffondendo i fatti del mondo attraverso le parole. Oggi si consuma tutto troppo in fretta. A cosa serve mandare uno (scrittore, giornalista, reporter) dall’altra parte del mondo quando di sicuro, in quell’istante lì in cui succede il fatto, c’è un cellulare a fare il lavoro ‘sporco’ a poca spesa? Fortunatamente non è sempre stato così e non succede solo così. Il compito di questo premio Premio è anche ricordarcelo.

Lo stile di Goffredo repoter fu legato indissolubilmente alla sua vita, che lo portò a viaggiare in tutto il mondo, per raccontare gli anni della pace e della guerra: dal consumismo degli Stati Uniti, alla dittatura dell’Unione Sovietica, passando per il miracolo italiano e la crescita dei paesi arabi. Parise quando scriveva mirava al cuore dei fatti: nel 1967 è in Vietnam e passa una notte sotto le bombe. Da li ne scaturisce una cronaca cruda, ricca di emozioni, riporatata poi sulle pagine del settimanale l’Espresso allora diretto da Eugenio Scalfari. Incontra anche l’America dura, quella impegnata al fronte, intervistando il generale Usa Westmoreland (LEGGI QUI l’articolo de L’Espresso del 1967).

ll premio Parise è stato ideato da Antonio Barzaghi: con lui sono saliti sul palco del Teatro Comunale di Treviso, in veste di vincitori, Lisa Iotti, giornalista e inviata di Presa Diretta Rai 3, che ha ritirato il premio della prima sezione dedicato al reportage televisivo con il servizio “Iperconnessi”, inchiesta che ha analizzato gli effetti dell’invedente e ossessivo utilizzo degli smartphone e della connsessione ai social network. Antonio Armano e Antonio Castaldo, con i loro reportage rispettivamente pubblicati su Millennium del Fatto Quotidiano e su Sette Corriere della Sera, si aggiudicano a pari merito la seconda sezione del Premio dedicata ai reportage su quotidiani e periodici. Il primo ha firmato “I barconi dell’asfalto: dall’Ucraina a Brescia sul bus delle badanti”; il secondo è l’autore di “Sulle tracce di Olmi nel bosco di Buzzati”. Tra le novità di quest’anno, il Premio Parise ha avuto una sezione speciale, fuori concorso, per i giornalisti partircolarmente esposti a minacce e sottoposti ad intimidazioni a causa delle loro coraggiose inchieste. Il premio speciale, accanto ai consueti premi per i reportage televisivi e su quotidinani e periodici, è stato conferito dalla giuria presieduta dalla docente all’Università di Venezia Ilaria Crotti, composta dai giornalisti Corradio Augias, Toni Capuozzo, Lorenzo Viganò e dal dirigente Franco Iseppi e, coadiuvati dall’Associazione Ossigeno per l’Informazione relativamente alla sezione speciale.

Il premio speciale è stato consegnato a Paolo Berizzi del quotidiano La Repubblica che a causa del suo lavoro giornalistico volto a far luce sulle organizzazioni neofasciste è stato fatto oggetto di ripetute intimidazioni e gravi minacce tali da farsi assegnare dagli organi statali una scorta armata permanente.

Per ancorare questa iniziativa nazionale al territorio nel quale nasce, in questa edizione 2019 è stato istituito un bando di concorso che coinvolge gli istituti superiori della provincia di Treviso. Il bando, autonomo rispetto a quello nazionale e che ha come partner sostenitore anche l’istituto di credito cooperativo CentroMarca Banca, è stato rivolto direttamente agli studenti, chiamati a cimentarsi nella tecnica del reportage su un tema proposto di anno in anno dagli organizzatori.

Questa prima edizione aveva come argomento “La distrazione digitale” ed è stata rivolta a quattro istituti della Marca: in città il liceo scientifico Leonardo Da Vinci, il liceo Duca degli Abruzzi e l’istituto tecnico economico Riccati, in provincia il collegio Brandolini Rota di Oderzo. I reportage sono stati esaminati dalla stessa prestigiosa giuria del Premio Parise. Per la sezione “messaggio culturale” vince la classe 4aA del liceo Scienze umane Duca degli Abruzzi con la seguente motivazione: il video è riuscito ad operare un’ottima soluzione contenutistica del lessico in gioco (distrazione come emarginazione a livello sociale e professionale, divario che induce tra vita immaginata e vita reale, sfasamento nei rapporti amicali, disorientamento emotivo). Va elogiato inoltre il ricorso a pertinenti citazioni ideologiche e letterarie

Per la sezione “strutture formali” si è aggiudicato la vittoria un gruppo di quattro studenti dell’istituto Brandolini Rota di Oderzo con la seguente motivazione: per la vivacità delle grafiche, la varietà delle interviste, la chiarezza sintetica dei testi del conduttore alternati in un montaggio incalzante.