La prima mostra dedicata ai ritratti di Paul Gaugin

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La prima mostra dedicata ai ritratti di Paul Gauguin aprirà presso la National Gallery nell’ottobre 2019. The Credit Suisse Exhibition: i ritratti di Gauguin (7 ottobre 2019 – 26 gennaio 2020) mostra il modo in cui l’artista francese, famoso per i suoi dipinti della Polinesia francese, ha rivoluzionato il ritratto. Questa storica mostra di grandi prestiti da musei e collezioni private di tutto il mondo illustra il modo in cui Gauguin utilizzava i ritratti principalmente per esprimere se stesso e le sue idee sull’arte. Nonostante fosse pienamente consapevole della tradizione ritrattistica occidentale, Gauguin era raramente interessato a esplorare lo status sociale, la personalità, o il contesto familiare dei suoi modelli, alcuni dei principali motivi per cui si realizzavano ritratti in passato. Passando dalle sculture in ceramica e legno ai dipinti e disegni, una straordinaria gamma di supporti per questa mostra della National Gallery, i visitatori potranno apprezzare la maniera in cui Gauguin ha interpretato uno stesso modello nel corso del tempo e spesso in vesti diverse. Un gruppo di autoritratti in mostra, per esempio, illustra come Gauguin creò una gamma di personificazioni compresa un’immagine di sé come Gesù Cristo. Insieme all’uso del colore intenso e al suo interesse per soggetti non occidentali, il suo approccio ha avuto una profonda influenza sugli artisti verso la fine del XIX secolo e il XX secolo tra cui Henri Matisse e Pablo Picasso. The Credit Suisse Exhibition: i ritratti di Gauguin mostra come l’artista -ispirato dal tempo trascorso in Bretagna e in Polinesia francese dal-1885 circa fino alla morte nel 1903 – rimase affascinato dalle società che gli sembravano più vicino alla natura. Con le loro tradizioni popolari e la loro spiritualità, queste comunità gli sembravano molto distanti dall’industrializzazione parigina. L’ispirazione per visitare la Polinesia francese giunse a Gauguin parzialmente dai romanzi esotici di Pierre Loti (il cui addestramento navale incluse un soggiorno a Tahiti), le sue fotografie delle sculture di Borobudur e gli oggetti del Pacifico visti all’Esposizione universale di Parigi nel 1889. Allo stesso tempo la sua infanzia in gli faceva pensare a se stesso come un qualcuno che stava al di fuori della tradizione europea, di un “selvaggio”, mentre la comunità artistica e i circoli letterari in cui si muoveva hanno anch’essi contribuito a plasmare il suo amore per Tahiti e le Isole Marchesi. L’interesse per la vita e l’arte di Gauguin è aumentato sempre di più, specialmente per il periodo trascorso nella Polinesia del sud. La National Gallery intende esplorare questo tema controverso nell’interpretazione della mostra e nel programma di accompagnamento e delle conversazioni sulle relazioni di Gauguin e sull’impatto del colonialismo attraverso i prismi del dibattito contemporaneo. Con oltre cinquanta opere, la mostra include dipinti, sculture, stampe e disegni, molte dei quali sono state raramente viste insieme. Sono presenti opere dal Musée d’Orsay di Parigi; dalla National Gallery of Art di Washington; dall’Art Institute di Chicago; dalla Galleria Nazionale del Canada; dal Museo Nazionale di Arte Occidentale di Tokyo; e dal Museo Reale di Belle Arti del Belgio.

Con quadri che risalgono ai suoi primi anni da artista fino alla sua ultima visita al Pacifico meridionale, la prima sala della mostra sarà dedicata agli autoritratti; i più numerosi tra tutti i dipinti di Gauguin. La sala 2 è dedicata al periodo trascorso in Bretagna (1884-91) dove, nel remoto villaggio di Le Pouldu, voltò le spalle alla vita da agente di borsa parigino per diventare il protagonista di una nuova colonia di artisti. Le relazioni tese del pittore con altri artisti vengono esplorate nella sala 3, in particolare con i due amici più importanti che nonostante i litigi con lui rimasero soggetti dei suoi ritratti per il resto della sua vita: Vincent van Gogh e Meijer de Haan (1852-1895). Un gruppo di ritratti di de Haan mostra come questi divenne un simbolo chiave nell’opera di Gauguin che superò di gran lunga la loro amicizia (nonché il modello stesso), ampliando le possibilità della ritrattistica di sfociare in qualcosa di nuovo su supporti diversi, tra cui il busto in legno di de Haan (1889-90, National Gallery of Canada). La sala 4 illustra il primo viaggio di Gauguin a Tahiti (1891-93) dove aveva cercato una via di fuga dalla “civiltà” pur tenendo sempre un occhio puntato sulla Francia, mentre cercava, senza successo, di entrare nel mercato d’arte parigino anche se a distanza. Presentando il suo ritorno a Parigi e in Bretagna e il suo secondo soggiorno a Tahiti (1893-95), la sala 5 comprende anche le opere del caratteristico immaginario tahitiano. In un ritratto realizzato in Bretagna, una giovane donna bretone in preghiera è raffigurata con indosso un abito missionario tahitiano (Giovane ragazza cristiana, 1894, Sterling and Francine Clark Art Institute, Williamstown, Massachusetts, USA); mentre in Autoritratto con cappello, (1893-94, Musée d’Orsay, Parigi) può essere visto il dipinto Manao Tupapau (Lo spirito dei morti veglia), la cui stampa sarà anche in esposizione (1894, National Gallery of Canada). La sala 6 presenta una selezione di ritratti in cui Gauguin utilizza oggetti simbolici, disposti in nature morte, per sostituire le figure assenti. Questo tipo di ritratti faceva parte del repertorio di Gauguin sin dal 1880, tuttavia questa sala mostra come la loro importanza fosse aumentata durante l’isolamento degli ultimi anni. L’ultima sala della mostra sarà dedicata ai ritratti dell’ultimo Gauguin. Nonostante una malattia ricorrente e una diminuzione della produzione artistica, il ritratto rimase un elemento essenziale nell’arte di Gauguin nei suoi anni finali sull’isola di Hiva Ooa, parte delle Isole Marchesi. L’uso dei ritratti per esprimere il suo ruolo nella politica locale si rispecchia nella scultura in legno intagliato realizzata per la casa che si era costruito, la caricatura del vescovo locale nelle vesti di un diavolo peccaminoso. La mostra è curata da Cornelia Homburg e Christopher Riopelle da un concetto iniziale di Cornelia Homburg. Cornelia Homburg è la curatrice ospite per la National Gallery of Canada, e Christopher Riopelle è il curatore di Neil Westreich dei dipinti Post 1800 alla National Gallery di Londra.