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Sono spuntate delle “nuove” colline, quelle del Prosecco, e sono patrimonio dell’Umanità

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La proclamazione è avvenuta in una calda domenica di Luglio (almeno in Italia) in una citta’ , Baku, in Azerbaigian, di cui sappiamo veramente poco. Ma, in occasione della 43° sessione del Comitato del Patrimonio mondiale Unesco, con delibera unanime dei 21 Stati membri del Comitato, le colline del Prosecco sono diventate patrimonio dell’umanità Unesco. Un ‘plus’ che andrà speso bene sul piano turistico nonché su quello commericale che lega le terre di Conegliano e Vadobbiadene in maniera indissolubile al vino con le bollicine che qui viene prodotto.

Diciamocelo però… il toponimo Colline del Prosecco fino alla nascita della candidatura non esisteva e non è mai esistito. Ma oggi prendiamo atto di un dato di fatto: sono spuntate queste “nuove” colline. Una sintesi creata ad arte per un territorio del trevigiano, la Marca Gioiosa et Amorosa, che é ricco di spunti di benessere e che il mondo imparerà a conoscere come Prosecco Hills come già qualche giornale straniero scrive.

Insomma: é nato un nuovo brand o forse una nuova area geografica sulla quale da oggi c’è parecchio da lavorare. Cin cin Colline. Cin Cin Treviso. Cin cin Marca.

Scrive l’Unesco:

Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene (Italy) — Located in north-eastern Italy, the site includes part of the vinegrowing landscape of the Prosecco wine production area. The landscape is characterized by ‘hogback’ hills, ciglioni – small plots of vines on narrow grassy terraces – forests, small villages and farmland. For centuries, this rugged terrain has been shaped and adapted by man. Since the 17th century, the use of ciglioni has created a particular chequerboard landscape consisting of rows of vines parallel and vertical to the slopes. In the 19th century, the bellussera technique of training the vines contributed to the aesthetic characteristics of the landscape.